Robot e Lavoratori

Una notizia dai differenti risvolti giunge in questi giorni. Un recente studio, concluso di recente dopo due anni di ricerche, ha evidenziato come l’introduzione dell’automazione nel mondo del lavoro non mette a rischio i posti di lavoro.

Oltre al risvolto più “pratico” nel dare risposta al fatto che il mondo del lavoro da sempre vede come una delle principale cause della riduzione delle persone impiegate proprio nell’introduzione dei robot nel ciclo produttivo, c’è un aspetto ancora più importante.

Infatti nello studio emerge come siano davvero poche le posizioni lavorative legate a routine sempre uguali, e che un elemento fondamentale per il buon andamento di un’azienda è costituito dalle relazioni tra le persone.

Il recente studio pubblicato dal Dipartimento OECD per l’occupazione, il lavoro e gli affari sociali, è intitolato: “Il rischio dell’automazione per gli impieghi nei Paesi OECD: un’analisi comparativa”.

Lo studio, per esplicita ammissione dei ricercatori che l’hanno effettuato, è una risposta in particolare a un precedente paper pubblicato nel 2013 dall’Oxford Martin School, “Il futuro dell’impiego: quanto sono suscettibili ai cambiamenti tecnologici i lavori”, che aveva fatto molto discutere indicando nel 47% l’astronomica percentuale di impieghi cancellati solo negli Stati Uniti dalla robottizzazione del lavoro nei prossimi vent’anni.

Questa ricerca conferma a chi opera nel settore dell’executive search, e di head hunting, come a tutt’oggi nei Paesi più industrializzati siano fondamentali le relazioni tra le persone nel mercato del lavoro, e di conseguenza è altrettanto fondamentale la scelta del personale attraverso un’accurata ricerca e selezione di personale qualificato, ad opera di professionisti competenti.

Personale che abbia le giuste caratteristiche non solo professionali, ma anche umane, capace quindi di creare le giuste relazioni umane nell’ambiente lavorativo dove sarà inserito.

Fonte: Contrordine. I robot non ci ruberanno più il lavoro