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Al FAR EAST INTERNATIONAL MANAGEMENT 19 luglio 2013 Più di 100 persone hanno partecipato all’evento a conclusione dell’Academy Manageriale 2013 edizione del Veneto: “Far East International Management”. L’importante adesione del tessuto industriale dimostra come il mercato Asiatico, ed in particolare la Cina, rappresentino, nell’immaginario comune, il “nuovo mondo da scoprire” e con cui confrontarsi per competere nel lungo termine.

L’introduzione di Bruno Luciani (Presidente di Modulo Group) ha evidenziato infatti come la Cina nel corso degli ultimi 15/20 anni sia riuscita a costruire la crescita economica e sociale a ritmi vertiginosi: basti pensare che su 1,3 miliardi di persone, esistono ben 530 milioni di connessioni ad internet. Rilevante anche l’aspetto sociale della Cina che negli ultimi anni è stata oggetto di una forte spinta volta al miglioramento: tra gli obiettivi strategici del governo emerge la volontà di aumentare il costo del lavoro e quindi il salario dei lavoratori Cinesi. Sicuramente va declinato il concetto di potenzialità del mercato Cinese per le aziende italiane che come evidenzia la Dr.ssa Alessandra D’Autilia (Senior Manager China Business Development presso Unicredit) propone opportunità enormi ma anche rischi molto grandi dovuti a differenze culturali che impattano nel modo di fare business: gestione dei collaboratori, problematiche finanziarie , difficoltà nella costituzione di società straniere. Ha fatto da contraltare l’Avvocato Claudio De Bedin che, forte della sua esperienza di consulente per alcuni tra i più prestigiosi marchi italiani in territorio asiatico (Dolce e Gabbana, Versace, etc.), ha fatto un rapido ma esauriente excursus sulle principali problematiche “gestionali” che possono nascere da una collaborazione tra realtà burocraticamente  così diverse, non dimenticando quelle dovute a differenti atteggiamenti sociali che, essendo in oriente strettamente connessi con la vita economica, possono portare a fraintendimenti ed a vere e proprie battaglie nei consigli di amministrazione.

Sicuramente l’Italia e l’Europa devono fare i conti con il principale mercato a livello Mondiale, quello asiatico, e confrontarsi sul piano culturale cercando di ridurre differenze ideologiche e quindi organizzative per competere nei contesti internazionali.

Testi del convegno:

Bruno Luciani pdf

Claudio De Bedinpdf

Alessandra D’Autiliapdf

 

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