settore automotive

Gearshift è la ricerca annuale che Google commissiona per comprendere il comportamento dei consumatori automotive digitali. I risultati sono davvero interessanti, anche per chi come noi di Modulo Group, opera nel settore dell’executive search, vista soprattutto la nostra quasi trentennale esperienza nel settore automotive.

La ricerca ha fatto emergere un dato molto importante, e cioè che i consumatori automotive hanno una notevole conoscenza del settore digitale, superiore alla media. In particolar modo hanno un’alta predisposizione ad informarsi e ad effettuare ricerche, riducendo notevolmente le visite in concessionaria.

Le aziende del comparto automotive, devono quindi rivedere le loro strategie proprio alla luce di questi comportamenti. Il percorso di acquisto è diversificato, ma oramai inizia nella gran parte dei casi online. Diventa quindi importante nella ricerca e selezione di personale di alto profilo da inserire in azienda, che questo abbia consapevolezza di questa realtà: l’acquirente auto di oggi arriva in concessionaria con una conoscenza approfondita sul prodotto.

Ecco perché in Modulo Group, abbiamo dedicato grandi risorse allo sviluppo del TRV 3.0, proprio per offrire ai nostri clienti (e non solo a quelli del comparto automotive), un servizio all’avanguardia, in grado di valutare anche questi aspetti nella selezione del miglior candidato.

Secondo la Gearshift 2016, oggi la scelta del prodotto finale da acquistare avviene quindi soprattutto nell’ecosistema digitale: il 96% di chi è interessato all’acquisto di un’auto fa ricerca online, il 66% da mobile, favorendo la nascita di quelli che Google definisce ‘Micro-momenti’, ovvero situazioni in cui una domanda dell’utente può trovare immediatamente risposta sul dispositivo tascabile.

La Gearshift di quest’anno ha inoltre un focus specifico sul target dei Millennials, che pongono maggiore attenzione ai temi di brand reputation e alla driving experience.

Angelo Liverani, head of automotive brands per Google Italia, ha commentato la presentazione della ricerca così: “Il consumatore di oggi è sempre più digitale e questo richiede alle aziende una maggiore capacità di interpretare le sue esigenze”.