Curriculum Vitae

Nell’era segnata dal web, in particolar modo dei social network, oggi un candidato che si vuole proporre ad un’azienda, per farsi notare non può contare esclusivamente sul proprio curriculum vitae.

Il curriculum è tutt’oggi, e continuerà ad essere nel tempo, uno strumento fondamentale, che non può certo essere trascurato o compilato con fretta e disattenzione.

Un fenomeno però con il quale ognuno di noi si deve confrontare, sul posto di lavoro come nella vita privata, è l’enorme flusso di informazione che ci investe. Gli esperti definiscono il fenomeno come “information overload” (in italiano noto come “sovraccarico cognitivo”). Si tratta di quella precisa condizione che si verifica quando siamo talmente carichi di informazioni che il nostro grado di attenzione si abbassa e si riduce notevolmente la nostra capacità operativa.

In un mercato del lavoro dinamico come quello di oggi, il nostro curriculum vitae potrebbe non essere notato. A parte realtà come la nostra di Modulo Group, in cui la nostra quotidianità è la ricerca e selezione del personale e l’executive search è il pane quotidiano, dove si presta la massima attenzione e perizia nella scelta di un candidato (ne è un esempio il nostro nuovissimo TRV 3.0), ai curriculum si presta davvero pochi attimini di attenzione.

Come indicava già nel 1971 l’economista Herbert A. Simon:
“In un mondo ricco di informazione la ricchezza dell’informazione corrisponde alla morte di qualcos’altro: la scarsità di tutte quelle cose che vengono consumate dall’informazione. Ciò che viene consumato dall’informazione è abbastanza ovvio: l’attenzione dei suoi riceventi. Quindi una ricchezza di informazione genera una povertà di attenzione e il bisogno di allocare l’attenzione in maniera efficiente tra la sovrabbondanza di sorgenti di informazione che potrebbero consumarla.”

Cosa fare per riuscire a superare questo impedimento? La risposta è tutto sommato semplice. Costruire il maggior numero di relazioni umane possibili. Attraverso infatti una rete di relazioni (e non ci riferiamo a conoscenze superficiali) è possibile farsi notare nel proprio ambiente di lavoro, raggiungere le persone che potrebbero selezionarci, e farsi conoscere prima di tutto per la persona che si è.

Lo dimostra il recente articolo del magazine finanziario entrepreneur.com, “Ciò che i potenziali datori di lavoro vogliono sapere su di te non è sul tuo curriculum”.