Jaron-Lanier

Jaron Lanier nasce a New York il 3 maggio 1960. Nel 1985 insieme a Thomas G. Zimmerman lasciano Atari per fondare la VPL Research, dove sono sviluppate le prime applicazioni della realtà virtuale di cui è considerato uno dei principali pionieri. Quattro sue start – up sono state comprate da Oracle, Adobe, Google e Pfizer. Time lo ha incluso fra le 100 personalità più influenti del mondo e dal 2009 è scienziato interdisciplinare ai Microsoft Research.

Nel suo ultimo libro la La dignità ai tempi di internet argomenta come il progresso tecnologico dopo aver reso obsolete molte professionalità nel mondo dei colletti blu, si prepara a fare lo stesso con i colletti bianchi.

A sostegno delle sue teorizzazioni prende ad esempio Kodak ed Instagram. ”Al suo apice Kodak valeva 28 miliardi di dollari e impiegava 140 mila persone. Instagram, che risponde alla medesima esigenza di condividere foto, aveva 13 dipendenti quando è stata venduta per un miliardo. Ma non è stata valutata così tanto perché quei tredici sono straordinari. Il suo valore nasce invece da milioni di utenti che contribuiscono al network senza essere pagati”.

Tali considerazioni possono essere estese anche per altre Big Company, negli anni 80 General Motors impiegava 350 mila persone, oggi Facebook meno di 7.000.

Al di fuori dei casi più conosciuti come Amazon, Kindle e Google News ed il loro impatto nel mondo dell’editoria esistono numerosi altri siti e applicativi che stanno rivoluzionando il mondo delle professioni.

Expedia ed Orbitz sono diventati nuovi punti di riferimenti per i viaggiatori di tutto il mondo.

Narrative Science, un software assembla-articoli, impiegato da Forbes per redigere le brevi finanziarie.

Warren, un programma che comincia a prendere il posto degli analisti di Borsa meno esperti.

TurboTax, che sostituisce il lavoro dei commercialisti.

Airbnb, per trovare alloggi al di fuori del circuito alberghiero ordinario.

Uber, per prenotare un auto via cellulare, senza vincolarsi all’utilizzo dei taxi.

Google Translate e Skype che sono prossimi a sostituire traduttori ed interpreti.

Google Car che potrebbe sostituire numerosi lavoratori nel mondo dei trasporti.

Lanier sostiene che “L’efficienza di internet potrebbe distruggere numerosi comparti professionali così come Napster e compagnia hanno distrutto il mercato discografico!”

Jaron Lanier non è il solo con questa convinzione Carl Benedikt Frey e Michael Osborne, docenti a Oxford, hanno calcolato che il 47 per cento dei mestieri attuali negli Stati Uniti è a rischio estinzione per l’informatizzazione, entro il 2025, stima McKinsey,  gli aumenti di produttività informatica nelle aree dei «lavori della conoscenza» potrebbero rendere superfluo il 40 per cento dei posti attuali in Nord America.

Al di la dei possibili impatti economici sulla classe media e delle possibili soluzioni per favorire una diversa valorizzazione delle attività dei singoli, come teorizzato dallo stesso Lanier, rimane inequivocabile un costante processo di obsolescenza che andrà coinvolgere numerose professioni.

Quali imprese, ruoli professionali e competenze possono considerarsi maggiormente al sicuro da questo processo trasformativo?

 

Autore: Claudio Fasola

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