Jeff Jarvis 2

Jeff Jarvis nasce il 15 luglio del 1954, laureato in giornalismo, nel 2001 fonda il popolare weblog il blog BuzzMachine che si occupa di new media, politica ed economia.

Una sua riflessione su parametri economici da assumere nel mondo dell’editoria e dell’informazione offre elementi per una valutazione più ampia sui parametri che vengono utilizzati per dare valore alle attività professionali svolte dai singoli ed ai modelli di business impiegati da aziende che operano al di fuori del mondo dell’informazione.

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MODELLI ECONOMICI
• La tradizione non è un modello economico. Il passato non serve più ad avere successo in futuro.
• “Dovrebbe” non è un modello economico. Forse pensate che le persone dovrebbero pagarvi per il vostro lavoro, ma lo faranno solo se ne apprezzano il valore.
• “Voglio” non è un modello economico. Quando uno studente mi dice cosa vuole fare gli rispondo che a nessuno, tranne forse a sua madre, frega un tubo di cosa vuole.
• La virtù non è un modello economico. Solo perché fate del bene non vuol dire che meritate di essere pagati.
• I modelli economici non si fanno con le emozioni. I soldi non hanno anima.
• L’elemosina non è un modello economico. È da pigri pensare che gli aiuti possano risolvere i problemi dei giornali.
• Quanto spendi è irrilevante. Al mercato non interessa se le notizie costano care.
• Quello che conta è il valore. Qual è il valore del vostro lavoro?
• Il valore è determinato dalla necessità. Quale problema risolve il vostro lavoro?
• Non vale la pena di preoccuparsi di tutti i lettori. Eliminando la pagina dei titoli di borsa, un giornale ha risparmiato un milione di dollari e ha perso solo dodici abbonamenti.
• Il disordine è la legge della giungla e di internet. Se qualcuno sa fare il vostro lavoro meglio di voi, più velocemente e spendendo meno, lo farà.
• Disordinatevi. Trovate il vostro tallone d’Achille prima che lo facciano gli altri.
• “Il modello dei giornali si è rotto e non può essere riparato”, dice John Paton, uno dei più grandi editori statunitensi.

LA REALTÀ
• Le vendite continueranno a diminuire. Non c’è dubbio.
• Tagliare le spese farà diminuire la qualità, che farà diminuire le vendite.È un circolo vizioso inarrestabile.
• Il mondo degli annunci (immobiliari, auto, lavoro) sarà sempre più autonomo. Non ci saranno più intermediari.
• Quando i costi sono tagliati fino all’osso, aumentano di nuovo. Tagliare e basta non è una strategia economica.

IL DIGITALE
• La nuova sfida sono le vendite a livello locale. Google e Facebook guadagneranno soldi grazie alle aziende che hanno aderito a Places e Deals, sfruttando le vendite a distanza. Groupon si unirà alla sfida.
• Ci saranno sempre nuovi concorrenti. Per i contenuti, per l’attenzione, per chi fa pubblicità e per chi la vende.
• Non controlliamo più il mercato, ma facciamo parte di un ecosistema. Cercate il gioco di squadra.
• L’abbondanza farà scendere i prezzi del digitale più che della carta stampata. Questa è la lezione che Google cerca di insegnare ai mezzi d’informazione.

OPPORTUNITÀ
• La partecipazione è un potenziale enorme. Dobbiamo ripensare il rapporto con i lettori, diventando una piattaforma per la nostra comunità.
• I giornalisti devono aggiungere valore. Non limitatevi a raccontare ai lettori quello che già sanno, ma informate, curate, spiegate e organizzate.
• I network sono un’opportunità di crescita. Più grande è l’ecosistema, più ci sono contenuti a cui collegarsi.
• Collaborare significa essere efficienti. Lavorare insieme agli altri membri dell’ecosistema aumenta il valore del giornale.
• Ci sono altri canali di reddito che vale la pena di approfondire. Eventi, mondo immobiliare e merchandising.
• Dobbiamo ancora esplorare nuove definizioni di informazione.

*si ringrazia Stefano Costa per la traduzione

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Gli aspetti che più chiaramente emergono sono la difficoltà ad abbandonare logiche di pensiero che il cambiamento del contesto economico  ha reso obsolete e la messa in atto di soluzioni che spesso favoriscono il persistere ed il peggiorare della situazione critica piuttosto che il suo superamento.

Un contributo importante offerto da Jarvis risiede nella domanda Quale problema risolve il vostro lavoro?“. Trovare una risposta all’interrogativo costituisce un primo passo per tracciare una strategia di sviluppo.

Claudio Fasola