Howard Schultz

Dalla teorizzazione del Marketing 3.0 ad opera di Philip Kotler, Hermawan Kartajaya e Iwan Setiawan nello scorso 2010 si sono moltiplicate iniziative di imprese che hanno promosso il proprio sviluppo anche grazie ad iniziative che veicolassero al mercato i valori positivi in cui l’azienda stessa andava a riconoscersi.

Uno degli esempi più significativi e recenti riguarda Starbucks ed il suo fondatore ed attuale CEO e Presidente Howard D. Schultz.  

L’azienda di Seattle ha deciso di sostenere economicamente gli studi universitari dei propri dipendenti da svolgersi presso l’Arizona University. Il programma di studi è aperto alla quasi totalità dei 135 mila dipendenti statunitensi. Può accedervi chiunque superi i test d’ingresso e lavori più di 20 ore a settimana. Se un dipendente ha già iniziato il college da due anni, Starbucks pagherà l’intera retta. Per gli altri, il gruppo rimborserà una parte dei costi, con contributi che possono raggiungere i 60 mila dollari.

Un altro aspetto non secondario riguarda l’assenza di qualsiasi vincolo per i dipendenti che hanno usufruito dei contributi aziendali. Non si richiedono impegni sul futuro,  una volta laureato il dipendente è libero di lasciare l’azienda e non c’è obbligo di rimanere per un certo numero di anni.

Howard D. Schultz è convinto dell’importanza del progetto. Credo che l’iniziativa aumenterà le prestazioni lavorative e attirerà le persone migliori. Altre aziende, in passato, hanno contribuito agli studi, ma la catena di caffetterie è la prima a non pretendere che i laureati restino in azienda. Schultz è consapevole che, dopo il college, molti lavoratori potranno ambire a un posto più qualificato e lasceranno bancone e tavolini. “Anche se lo facessero la loro esperienza sarebbe maturata grazie al nostro marchio. Ne beneficeranno la nostra reputazione e il nostro business.

Claudio Fasola