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Ormai è sotto gli occhi di tutti da diversi anni, la rivoluzione tecnologica ha un impatto pesante e su tutti noi, specialmente nel mondo del lavoro. In tempi non sospetti, negli anni ottanta Jeremy Rifkin scrive “La fine del lavoro“, e dobbiamo dargli atto che lo sviluppo esponenziale delle tecnologie ci sta portando in questa direzione, ma come vedremo con distinte eccezioni. Oltre che all’innovazione tecnologica dobbiamo senz’altro aggiungere altre variabili, come l’invecchiamento della popolazione mondiale, che ha dato linfa alle professioni legate alla salute.
Uno studio condotto da due studiosi britannici, Carl Benedikt Frey della Oxford Martin School e Michael A. Osborne del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Oxford, negli Stati Uniti rischiano la robotizzazione quasi la metà delle professioni ad oggi esistenti (47%) nel prossimo decennio. Tale percentuale tocca in Europa il 50%, stando ai dati della Fondazione Bruegel. Nel loro studio The future of employment: how susceptible are jobs to computerization?, i due studiosi hanno stimato con un processo Gaussiano di classificazione il “rischio computerizzazione” di oltre 700 diversi tipi di lavoro, da quelli tradizionali a quelli digitali, dalle occupazioni manuali a quelle professionali.

Ecco quali posti di lavoro sono a rischio dei prossimi 10 anni:

96% Receptionist.
Secondo la Oxford University quello di receptionist o addetti agli uffici informazioni è uno dei lavori più a “rischio automazione”: il mondo della tecnologia, con le app per smartphone e i “chioschi digitali”, sta minacciando concretamente queste occupazioni .

92% Commesse/i.
Non va molto meglio alle commesse del settore retail: in tutto il mondo si stanno moltiplicando infatti le casse automatiche a self service e il processo è destinato a proseguire. Wal-Mart, per citarne uno, solo nel 2012 ne ha installate circa 10mila in centinaia di punti vendita.

89% Taxisti e autisti.
Oltre alla minaccia molto concreta di Uber, ai taxisti la prospettiva nel futuro (anteriore) è quella di vedersi scippato il lavoro dalla Google Car, l’auto senza volante, acceleratore e freno che si guida da sola.

58% Consulenti Finanziari.
La rivoluzione digitale potrebbe travolgere anche il mondo dei consulenti finanziari fisici, sempre più in difficoltà rispetto ai consulenti low cost “a distanza” delle piattaforme internet di financial advisor. Un fenomeno poco sentito in Italia, almeno per ora, ma già tangibile nel mondo anglosassone.

 

Ecco invece quelli che rischiano meno d’essere soppiantati dai robot:

0,4% Maestra delle elementari.
La formazione via internet è una realtà ormai consolidata, ma passeranno molti anni prima che qualcuno progetti un robot in grado di sostituire una maestra elementare. Il mix di qualità psicologiche e affettive indispensabili per insegnare ai bambini non è facile da replicare.
0,4% Chirurghi
Anche in questo caso la precisione, la capacità analitica e di reazione rapida in situazioni difficili non può prescindere dalle capacità dell’uomo. Essere sotto i ferri di un robot non è ancora una prospettiva entusiasmante.

3,5% Avvocati
Il robot avvocato non è dietro l’angolo, ma attenzione: a rischio secondo lo studio britannico sono gli assistenti legali (94% di possibilità di essere sostituiti da macchine), le cui mansioni possono essere in parte replicate dall’insieme delle tecnologie future.

 

Fonte: il Sole 24Ore